Le opere
11. Urs Lüthi (Kriens, Svizzera, 1947)
Spazio Umano, 2007
Bronzo | Bronze
n. 4 sculture 45 x 22 x 15 cm cd
No. 4 sculptures 45 x 22 x 15 cm each
Courtesy: collezione Paolo Brodbeck
20. Urs Lüthi (Kriens, Svizzera, 1947)
Ex-voto XXX (Art is the better life), 2009
Scultura in vetro, vetrina, legno laccato
Glass sculpture, glass showcase,
laquered wood
230 x 120 x 120 cm
Courtesy: collezione Paolo Brodbeck
21. Urs Lüthi (Kriens, Svizzera, 1947)
Ex-voto (Art is the better life), 2010
Scultura in vetro, vetrina, legno laccato
Glass sculpture, glass showcase,
laquered wood
160 x 40 x 60 cm
Courtesy: collezione Paolo Brodbeck
22. Urs Lüthi (Kriens, Svizzera, 1947)
Ex-voto XXV (Art is the better life), 2010.
Alluminio, vetrina, legno laccato
Aluminium, glass showcase, laquered
180 x 40 x 40 cm
Courtesy: collezione Paolo Brodbeck
Urs Lüthi
Introdurre l’opera di Urs Lüthi (Kriens, Svizzera, 1947), artista svizzero naturalizzato tedesco, risulta quasi superfluo, tanto è riconosciuto il valore storico e la potenza espressiva della sua poetica. Sin dagli anni Settanta, con i celebri e ironici self-portraits su tela emulsionata, Lüthi ha ridefinito il concetto di autoritratto, trasformandolo nel fulcro di una riflessione profonda sul sé e sul mondo. Le sue opere mettono in scena un conflitto continuo: personale, familiare, sociale e universale, in un dialogo costante tra intimità e collettività.

11. L’opera Spazio Umano (2007) – che dà anche il titolo alla mostra – indaga la condizione umana, oscillando tra grandezza e fragilità, unicità e precarietà. L’essere umano, nella visione di Lüthi, è insieme centro e limite dell’universo, misura soggettiva di tutto ciò che esiste, ma al tempo stesso entità effimera, destinata a confrontarsi con l’immensità cosmica e il mistero del tempo. In questa scultura, l’artista si ritrae in una molteplicità di gesti e direzioni, immerso in uno spazio amplificato, quasi surreale. I suoi movimenti, goffi e simultanei, rappresentano la febbrile e talvolta vana lotta dell’individuo per affermarsi nel contesto sociale, politico, economico e spirituale. Collocata all’interno della Chiesa di San Mamiliano, l’opera assume una valenza ancora più intensa: il contrasto tra la solennità architettonica e la figura umana amplifica il senso di smarrimento, di sproporzione, di finitezza. L’attività euforica e la determinazione si scontrano inevitabilmente con i limiti invalicabili della condizione umana.
20. – 21. Nella serie di opere dal titolo Ex Voto (2010) l’artista approfondisce con forte spirito autobiografico il tema della transitorietà. Qui, la consapevolezza della caducità dell’esistenza irrompe nella coscienza, a partire da un evento scatenante, trasformando l’indifferenza iniziale in presenza ineludibile. Le sculture, realizzate in vetro, mostrano vasi vascolari in cui il volto dell’artista diviene terminale: un’immagine potente della fragilità umana. La preziosità della forma si oppone alla fragilità del materiale, in un dualismo che apre alla possibilità di una visione laica, ma spiritualmente aperta, capace di trascendere la materia.
22. Chiude il ciclo una scultura in alluminio che ritrae l’artista ritto e seduto, assorto, forse sopraffatto, forse annoiato. Un’immagine di resa apparente, che in realtà rivela una lucida accettazione dei limiti e della solitudine dell’essere.
Antonello Gagini
Giorgio da Milano
Gioacchino Vitagliano
Dala Nasser
Francesco De Grandi
Hans Schabus
Hans Schabus
Alberto Scodro
Francesco Balsamo
Tony Cragg
Urs Lüthi
Francesco Lauretta
Aziz Hazara
Hans Schabus
Rabin Mroué
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Adalberto Abbate
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Francesco De Grandi
Urs Lüthi
Francesco Lauretta
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Alberto Scodro
Mimmo Paladino