Spazio Umano: un dialogo visivo su identità, dignità e memoria
La mostra collettiva di Fondazione RIV che mette al centro l’essere umano attraverso lo sguardo di oltre 10 artisti contemporanei
Da una idea di
Gianluca Collica | Patrizia Monterosso
Board Progettuale
Cesare Biasini Selvaggi | Gianluca Collica
Emmanuel Lambion | Patrizia Monterosso
Alberto Salvadori
Progettazione e direzione lavori allestimento
Arch. Antonio Rizzo
Studio Analogique Architetti in Sicilia
Presidente Paolo Brodbeck
Presidente Ornella Laneri
Presidente Patrizia Monterosso
Presidente Maria Carmela Ligotti
Ideazione Grafica
Gianluca Collica | Patrizia Monterosso
Fabio Polisano
Grafica
Feedback
Relazioni con la stampa
Carla Andrea Fundarotto
Traduzioni
Bianca Claudia Alongi
Allestimento
Sinergie Group | Studio Analogique
Tecnici
Piero Domino | Paolo Fontana | Mirko Siino
Prestiti
Collezione Paolo Brodbeck
Collezione Fondazione OELLE
Collezione Museo Palazzo Milio
“La stanza della seta” Ficarra (ME)
Collica & Partners San Gregorio (CT)
Galleria Cardrde Bologna
Kristof de Clercq Ghent (Belgio)
LAVERONICA Contemporary Art Gallery Modica (RG)
Experimenter Kolkata – Mumbai (India)
Rizzuto Gallery Palermo
Spazio Rivoluzione Palermo
Si ringrazia
S. E. Mons. Corrado Lorefice
Arcivescovo di Palermo
Mons. Giuseppe Bucaro
Salvatore Bordonali
Giuseppe Barresi | Nicole Oliveri
Davide Anello | Alessia Boschetti
Mauro Cappotto| Manfredi Davì
Giuseppe Di Chiara | Gabriele Marsiglia
Maria Oliveri | Canzio Marcello Orlando
Dario Pettinato| Vittorio Piraino
Fabio Polisano | Manuela Spalla
Andrea Valisano | Rosi Ventimiglia
Concept
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La mostra Spazio Umano propone una dimensione artistica e teorica caratterizzata da differenti espressioni creative e culturali, che generano uno speciale luogo di prossimità concettuale a difesa della dimensione umana, per sollecitare riflessioni sociali, culturali e per comunicare l’urgenza di opporre resistenza all’anestesia che le storture della nostra società generano nella percezione della nostra identità, del sé, degli altri e del mondo.
La mostra diviene, per ciascun visitatore, laboratorio di riflessione, a salvaguardia dell’arte e della cultura, che si esprimono attenzionando la fragilità del nostro futuro, sempre più configurato in una dimensione umana in bilico.
Artisti di varie culture, origini geografiche, caratterizzati da differenti espressività e tecniche artistiche che convergono nel recupero culturale, civico e spirituale di un impegno che si esprime contro il post-umano. In mostra anche opere che sono testimonianza del ruolo propulsivo dell’arte quale strumento di azione e costruzione di pace, di ricomposizione dell’identità umana nelle varie sfaccettature.
Arte, dunque, come responsabilità del recupero della salvaguardia dello spazio umano e come attivazione di percorsi inediti di incontro tra generazioni differenti di artisti e di prospettive che accendono la luce sulle lacerazioni e lo straniamento forzato generato dalle guerre.
Il luogo è una Chiesa, inequivocabile simbolo di incontro che va oltre la fisicità. Spazio privilegiato di riflessione e di testimonianza; luogo di tutti, di dialogo e di garanzia di pacifico confronto. Possibilità del recupero di una introspezione che diviene capacità di farsi carico della sofferenza altrui e riparo dalla semplificazione operata, sovente, da una percezione della realtà in cui l’uomo rischia di divenire uno scarto, un “corpo escluso o appaltato, i cui pensieri sonotradotti in onde cerebrali spiate”.
Spazio Umano è una mostra a difesa dell’impegno di artisti che hanno palesato, attraverso la propria arte, scenari di convivenza e ne hanno accettato la complessità, per porre interrogativi e soluzioni.

Informazioni
Orari
Da lunedì a domenica (inclusi festivi): 9.00 – 13.30 | 14.00 – 17.00
(ultimo ingresso ore 16.00)
Chiusura: tutti i martedì e il 25 dicembre
31 dicembre 2025: 9.00 – 15.00
1 gennaio 2026: 10.00 – 13.30 | 14.00 – 17.00
(ultimo ingresso ore 16.00)
Biglietti
Intero 8€
Ridotto 6€*
*Acquistando anche il biglietto per la visita del complesso monastico di Santa Caterina o il biglietto per la visita degli Oratori di Santa Cita e di San Domenico
Ingresso gratuito per:
- Bambini (fino a 12 anni)
- Docenti accompagnatori di studenti in visita didattica
- Guide turistiche
- Visitatori con invalidità certificata al 67% (e accompagnatore, in caso di non autosufficienza)
I biglietti d’ingresso sono rilasciati dalla biglietteria, su presentazione di certificato di invalidità
Biglietteria
I biglietti si possono acquistare presso il
complesso monumentale di San Mamiliano, via Valverde 3
Contatti
Dalle 10.00 alle 17.00, tutti i giorni tranne il martedì
chiama il +39 333 577 6428
I Conflitti:
tra Atrocità e Quotidianità
Le vittime sono ovunque: giovani e anziani, di qualsiasi etnia, forti e fragili, da nord a sud, da est a ovest. Tutti, travolti o sedotti da tecnologie sempre più pervasive, che rischiano di essere trasformate, inconsapevolmente, in strumenti di alienazione e di autodistruzione.
L’Arte come Memoria e Resistenza
Per Hazara, Mroué e Nasser, l’arte non può esimersi dal confrontarsi con la guerra, una presenza che da decenni modella le loro vite. Allo stesso modo, per Abbate, Balsamo, Cragg, De Grandi, Lauretta, Lüthi, Paladino, Scodro e Schabus – artisti europei alle prese con conflitti meno visibili, ma non meno corrosivi.
La creatività diventa uno strumento per raccontare le tensioni silenziose e l’alienazione quotidiana del presente. Tutti, in modi diversi, raccontano la stessa ferita: quella di una Umanità che resta cieca di fronte alla propria morte etica e morale. Le opere diventano allora monito e memoria, ma anche atto di speranza. Un gesto di resistenza e compassione; un invito a comprendere e a immaginare insieme una possibile convivenza pacifica.
Gli artisti e le opere
Antonello Gagini
Giorgio da Milano
Gioacchino Vitagliano
Dala Nasser
Francesco De Grandi
Hans Schabus
Hans Schabus
Alberto Scodro
Francesco Balsamo
Tony Cragg
Urs Lüthi
Francesco Lauretta
Aziz Hazara
Hans Schabus
Rabin Mroué
Rabin Mroué
Adalberto Abbate
Adalberto Abbate
Francesco De Grandi
Urs Lüthi
Francesco Lauretta
Francesco Lauretta
Alberto Scodro
Mimmo Paladino
Incontri
Dialogo nº.1
ALFREDO PIRRI
Venerdì 21 novembre 2025
Ore 18.30
Oratorio di Santa Cita
La Chiesa di San Mamiliano
Luogo di Memoria e di Rinascita
"Nel 1915 la chiesa fu chiusa al culto: divenne dapprima magazzino e poi aula di tribunale. Riconsacrata nel 1923 e riaperta al culto, fu poi semidistrutta dalle bombe sganciate nelle 3 incursioni aeree (del 22 Febbraio, del 1 Marzo e del 16 Aprile) del 1943 e divenne inagibile.
D.ssa Maria Oliveri
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La Storia
L’ospedale e la primitiva chiesa, dedicata alla vergine toscana Santa Zita, furono fondati agli inizi del Trecento da un mercante di origine lucchese. Nel 1428 un erede di questi fece donazione di tutto il complesso ad un gruppo di domenicani, separatisi dal vicino convento di San Domenico. La nuova comunità completò nel 1458 il rinnovamento della costruzione precedente. Con l’inizio del Cinquecento si diffuse la consuetudine di concedere alle famiglie abbienti spazi per le sepolture all’interno dei luoghi sacri, pratica che garantiva ai religiosi rendite utili al sostentamento, alla gestione e all’abbellimento delle chiese.
Ma la vera e propria ricostruzione avvenne solo nell’ultimo quarto del XVI secolo. La nuova architettura con pianta a tre navate, su progetto dell’architetto Giuseppe Giacalone, assunse dimensioni grandiose; per la sua costruzione si acquistò e si sacrificò anche l’adiacente Chiesa dei Santissimi Quaranta Martiri della nazione pisana. Sono ancora in situ i lavori di Antonello Gagini, uno dei massimi scultori siciliani di tutti i tempi: la tribuna e l’arco del cappellone, originariamente realizzati per la chiesa precedente, decorati con le scene della vita della Santa; e ancora la tribuna e l’arco della Cappella Platamone, i monumenti funebri di Blasco Lanza, di Caterina Cardona-Platamone di Antonio Scirotta. Sono attualmente conservati nella Galleria Regionale di Palazzo Abatellis alcuni importanti dipinti su tavola di Vincenzo De Pavia che adornavano gli altari.
Nonostante i gravissimi danni arrecati all’edificio dall’ultima guerra, nel transetto è visibile la magnifica Cappella del Rosario destinata ad accogliere le sepolture dei confrati; le pareti decorate con marmo mischio e i Misteri Gaudiosi e Dolorosi opere di Gioacchino Vitagliano e la volta affrescata da Pietro Dell’Aquila illustra i Misteri Gloriosi; si conserva ancora la cappella del Crocifisso, concessa nel 1614 a Ottavio e Giovanna Lanza di Trabia, ai quali fu consentito di aprire una cripta, adornata con decorazioni alle pareti, con un paliotto sull’altare in marmo mischio e con una bellissima Pietà quattrocentesca recentemente attribuita a Giorgio Da Milano. La Chiesa di Santa Cita, oggi sede della parrocchia di San Mamiliano, conserva una importante pala d’altare del 1603 di Filippo Paladini raffigurante Santa Agnese da Montepulciano.
Tratto da ilgeniodipalermo.com










